La scuola di Mario Siddi
Al Liceo Dettori incontra il professor Mario Siddi, docente di educazione fisica e fondatore dell'Esperia nel 1948: sarà il suo maestro prima nell'atletica dei campionati studenteschi, poi sul parquet.
Tecnico d'avanguardia, pioniere del metodo scientifico dell'allenamento, grande educatore: ha dimostrato come l'etica e la formazione morale dei giovani valgano molto più di una vittoria sul campo.
Enzo Molinas, cagliaritano, classe 1938, muove i primi passi nell'atletica leggera come alunno del Liceo Dettori, avendo come maestro il professor Mario Siddi, figura carismatica e poliedrica dello sport isolano. Ma saranno la pallacanestro e il calcio a tracciarne la storia.
La sua più grande eredità risiede nell'aver rifondato la cultura dell'allenamento in Sardegna con un approccio scientifico e d'avanguardia, e insieme nell'aver dimostrato che l'etica e la formazione morale dei giovani valgono molto più di una vittoria sul campo.
In oltre settant'anni di milizia sportiva ha attraversato ogni ruolo: giocatore simbolo dell'Esperia, allenatore della prima squadra, fondatore del vivaio del minibasket, tecnico delle giovanili del Brill Cagliari, docente ISEF, cofondatore della Scuola calcio «Gigi Riva» e preparatore atletico del Cagliari Calcio in Serie A.
Il filo rosso di questo cammino pluridecennale è stato il suo fermo rifiuto del successo a tutti i costi, anteponendo sempre i valori morali e la crescita umana all'agonismo esasperato.
Al Liceo Dettori incontra il professor Mario Siddi, docente di educazione fisica e fondatore dell'Esperia nel 1948: sarà il suo maestro prima nell'atletica dei campionati studenteschi, poi sul parquet.
Porta nel professionismo le metodologie d'avanguardia maturate all'ISEF: biomeccanica e ginnastica propedeutica per ottimizzare resistenza e tempi di recupero degli atleti. Un approccio allora quasi sconosciuto nello sport isolano.
Tra gli anni Sessanta e Settanta diventa uno dei pionieri del minibasket in Sardegna: apre i primi centri, ne assume la responsabilità all'Esperia e si dedica alla primissima formazione dei bambini.
Dalle giovanili del Karalis al Collegio della Missione, la sua idea di allenamento passa sempre da canoni educativi precisi e da una pratica concreta di inclusione sociale: il campo come luogo di formazione, non solo di risultato.
Nasce a Cagliari. Al Liceo Dettori, con Mario Siddi come docente di educazione fisica, muove i primi passi nell'atletica leggera nei campionati studenteschi dell'epoca.
È già uno dei giocatori di riferimento della prima squadra di pallacanestro dell'Esperia Cagliari, sodalizio fondato nel 1948 proprio dal professor Mario Siddi. Gli anni Cinquanta sono la sua parentesi agonistica.
È il risultato più prestigioso della sua carriera da atleta: Molinas è uno dei membri chiave del quintetto granata guidato dal fondatore Mario Siddi, e l'Esperia conquista la prima, storica promozione in Serie A, che all'epoca rappresentava il secondo livello del basket italiano, subito sotto l'Elite.
Tra il 1959 e la metà degli anni Sessanta l'Esperia si consolida a livello nazionale e infiamma la rivalità cittadina nei derby contro l'Olimpia di Eusebio «Beby» Mosca. Nelle memorie dei tifosi resta un tesissimo derby di inizio stagione vinto 38-37, deciso da un tiro libero glaciale di Enzo Molinas a dieci secondi dalla fine.
Chiude la carriera da giocatore e inizia quella di allenatore nella stessa Esperia, assumendo la guida della prima squadra nei campionati nazionali. Il passaggio è naturale: è sempre stato un punto di riferimento dello spogliatoio granata.
Allena i giovani dello Sporting Club Karalis nel leggendario campo all'aperto di Piazza Garibaldi, plasmandone l'anima tecnica e umana secondo rigorosi valori educativi e di inclusione sociale.
Parallelamente alla squadra adulti abbraccia con entusiasmo l'apertura dei primi centri di minibasket, di cui diventa uno dei pionieri in Sardegna. All'Esperia ne assume la responsabilità, dedicandosi alla primissima formazione dei bambini e alla crescita del vivaio.
In tandem con Sergio Carucci, altro coach iconico isolano, guida la Vis Nova femminile ai vertici regionali, facendola apprezzare a livello nazionale per modernità, intensità e qualità di gioco. La squadra è considerata l'estensione femminile del club granata, anche per i cognomi storici dell'Esperia presenti in rosa (Cavallini, Vascellari). Alle finali nazionali giovanili di Trieste le cagliaritane sfiorano la conquista dello scudetto di categoria.
Tra una partita e l'altra, l'insegnamento dei fondamentali e lo sviluppo del settore giovanile dell'Esperia, diventa docente e figura chiave per lo sviluppo dell'ISEF di Cagliari: è da qui che nasce il suo approccio scientifico all'allenamento.
Entra nei quadri tecnici del Brill Cagliari, massima espressione della pallacanestro isolana: assume la guida tecnica della formazione Juniores Nazionale e, per un periodo, anche quella della prima squadra nelle massime categorie del basket italiano.
Insieme a Cenzo Soro e a Gigi Riva fonda ufficialmente la celebre Scuola calcio «Gigi Riva», assumendone la direzione tecnica per decenni. È l'atto di nascita di un modello che segnerà la formazione calcistica in Sardegna.
Durante il ciclo in Serie A di Mario Tiddia sulla panchina rossoblù, Molinas lavora come coordinatore motorio del settore giovanile e della Primavera del Cagliari. Grazie al legame fraterno con il direttore sportivo Gigi Riva funge da raccordo metodologico fondamentale tra la scuola calcio e il vivaio, per formare i giovani da consegnare alla prima squadra.
Dopo l'addio di Tiddia entra ufficialmente nello staff della prima squadra del Cagliari Calcio in Serie A, come preparatore atletico al fianco di Gustavo Giagnoni. In questa stagione applica per la prima volta metodologie scientifiche d'avanguardia mutuate dall'ISEF, focalizzate sulla biomeccanica e sulla ginnastica propedeutica per ottimizzare resistenza e tempi di recupero dei professionisti.
Continua a ricoprire il ruolo di preparatore atletico ufficiale del Cagliari in Serie B, collaborando con i tecnici Fernando Veneranda, Renzo Ulivieri e nuovamente Gustavo Giagnoni.
Nella Sala Consiliare del Comune di Cagliari riceve dal Comune e dalle federazioni (CONI, FIGC, FIP) un solenne riconoscimento pubblico: una targa che lo celebra come maestro di sport e di vita. È il premio a cui teneva di più.
Enzo Molinas scompare a Cagliari all'età di 84 anni, lasciando generazioni di allievi, tecnici e dirigenti formati alla sua scuola.
Giocatore, allenatore, formatore e preparatore atletico: quattro competenze diverse tenute insieme da un'unica idea di sport come strumento educativo.
Punto di riferimento della prima squadra dell'Esperia dalla metà degli anni Cinquanta, protagonista della promozione in Serie A e dei derby contro l'Olimpia.
Prima squadra dell'Esperia, giovanili dello Sporting Club Karalis, Vis Nova femminile e infine Juniores Nazionale e prima squadra del Brill Cagliari.
Figura chiave per lo sviluppo dell'ISEF di Cagliari e per moltissimi anni insegnante di educazione fisica e minibasket al Collegio della Missione.
Nello staff del Cagliari Calcio in Serie A e in Serie B, dal coordinamento motorio del vivaio alla preparazione della prima squadra con metodologie scientifiche.
La storia dell'Esperia Cagliari coincide con la parabola di Enzo Molinas, capace di lasciare un'impronta indelebile in ogni veste: da giocatore simbolo ad allenatore della prima squadra, fino a fondatore del vivaio del minibasket.
Il filo rosso di questo cammino pluridecennale è stato il suo fermo rifiuto del successo a tutti i costi, anteponendo sempre i valori morali e la crescita umana all'agonismo esasperato. In oltre settant'anni di milizia sportiva questa mentalità gli è valsa alcuni riconoscimenti, ma molti meno di quanti ne avrebbe meritati.
Dai ricordi di chi lo ha conosciuto emerge il profilo di un uomo che, pur avendo allenato grandi campioni e rappresentato un pioniere sotto il profilo metodologico, ha sempre anteposto il valore educativo del proprio ruolo, desiderando essere ricordato soprattutto come educatore e maestro di vita.
Molto meno di quanto avrebbe meritato, come ricordano quanti lo hanno conosciuto. Ma ognuno di questi riconoscimenti fotografa un pezzo della sua missione.
Oltre settant'anni tra campo, palestra, aula e panchina, attraversando tre discipline e ogni livello di età.
Il titolo conferito dalla Federazione Italiana Pallacanestro per il valore complessivo della sua opera tecnica.
Il riconoscimento del suo ruolo di pioniere nella primissima formazione cestistica dei bambini.
Il 4 ottobre, in Sala Consiliare, la targa di maestro di sport e di vita da Comune, CONI, FIGC e FIP.
Il manuale di cui Enzo Molinas è coautore, pubblicato intorno al 2000: la sintesi scritta di un metodo costruito in decenni di lavoro tra ISEF, scuola calcio e settori giovanili.
Dal salto in lungo del Liceo Dettori ai campi del Cagliari Calcio, passando per il parquet granata dell'Esperia, il minibasket, la Vis Nova e la scuola calcio: le immagini dell'archivio.
I servizi e i video commemorativi dedicati a un maestro dello sport sardo.
Lo sport sardo è in lutto: è morto Enzo Molinas.
Dedicato a Enzo Molinas, pioniere delle scuole calcio in Sardegna.
Il video commemorativo della FIGC.
“L'etica e la formazione morale dei giovani valgono molto più di una vittoria sul campo.”
Enzo Molinas — maestro di sport e di vita
Enzo Molinas ha allenato grandi campioni ed è stato un pioniere sotto il profilo metodologico, portando per primo in Sardegna un'idea scientifica della preparazione atletica. Ma ha sempre anteposto il valore educativo del proprio ruolo a qualunque risultato.
La sua impronta si riconosce ovunque: nei centri di minibasket che ha aperto, nelle generazioni passate dallo Sporting Club Karalis e dall'Esperia, nei tecnici formati all'ISEF, nei ragazzi della Scuola calcio «Gigi Riva» e nei professionisti preparati al Cagliari.