Le origini: una sardità piena
Nato a Cagliari da Ezio e Adelina, richiamava spesso le origini sassaresi della famiglia con l'espressione "Tattari Mannu", unendo idealmente il Capo di sopra e il Capo di sotto.
Atleta, tecnico, dirigente, educatore: una vita intera spesa per costruire sport, comunità e cultura nella Sardegna del Novecento.
Vincenzo "Cenzo" Soro appartiene a quella generazione di dirigenti che non si limitavano ad amministrare: costruivano ambienti, formavano ragazzi, cucivano rapporti tra discipline diverse e davano continuità a società, comitati e scuole sportive.
La sua storia attraversa atletica, calcio, hockey, pallacanestro e formazione giovanile. Dentro questo percorso c'è una Sardegna sportiva che cresce, si organizza e impara a riconoscersi.
Questa pagina lo racconta come si racconterebbe una sala museale: per tappe, oggetti simbolici, ruoli e lascito umano.
Nato a Cagliari da Ezio e Adelina, richiamava spesso le origini sassaresi della famiglia con l'espressione "Tattari Mannu", unendo idealmente il Capo di sopra e il Capo di sotto.
Si cimenta nell'atletica e diventa campione di salto in alto. Entra poi nelle giovanili del Cagliari e viene notato dalla Juventus, ma un grave infortunio alla spalla interrompe il passaggio e la carriera agonistica.
Da allenatore guida squadre sarde come San Gavino e Quartu Sant'Elena, collabora con società di atletica e hockey, in particolare con la Ginnastica Amsicora, contribuendo ai successi delle squadre di Hockey Prato di Ponte Vittorio a Cagliari.
Viene eletto Presidente del Comitato Regionale della Federazione Pallacanestro, incarico che ricopre per venticinque anni. Un impegno lungo, profondo, dal quale si distaccherà con grande fatica.
Nel 1976 raccoglie l'idea di Gigi Riva e, con il Prof. Enzo Molinas, dà vita a una scuola pensata per offrire ai ragazzi un ambiente tecnicamente qualificato e umanamente formativo.
Soro lascia il segno perché attraversa più discipline con la stessa idea: lo sport come educazione, competenza e responsabilità collettiva.
Dall'atletica al calcio, porta con sé l'esperienza diretta del campo: fatica, disciplina e misura del talento.
Allena, osserva, insegna. La tecnica per lui non è solo metodo, ma modo di far crescere le persone.
Venticinque anni alla presidenza regionale della pallacanestro raccontano costanza e visione organizzativa.
Con "Poesia e Calcio" raccoglie aneddoti, personaggi e storie, trasformando lo sport in racconto umano.
Il punto più simbolico del percorso di Cenzo Soro è la nascita della Scuola Calcio "Gigi Riva": non una semplice struttura sportiva, ma un ambiente pensato per educare attraverso il gioco, la disciplina e la qualità tecnica.
Insieme al Prof. Enzo Molinas, Soro contribuisce a dare forma a un luogo in cui tanti ragazzi possono avvicinarsi allo sport con regole, competenza e umanità.
I numeri non bastano a raccontare un uomo così, ma aiutano a capire l'ampiezza del suo passaggio nello sport sardo.
Alla guida del Comitato Regionale della Federazione Pallacanestro.
Anno di nascita del progetto educativo e sportivo.
In Scienze Motorie, per competenza e dedizione allo sport.
Atleti, tecnici, famiglie e società cresciute nel suo esempio.
"Cenzo sapeva tutto di sport, era un pozzo di scienza."
Memoria dello sport sardo
Sportivo a 360°, uomo di cultura e dirigente illuminato, Cenzo Soro viene ricordato per sensibilità, disponibilità, orgoglio e rispetto verso gli altri.
La sua storia non chiede nostalgia: chiede riconoscimento. Perché ci sono figure che non hanno solo partecipato alla storia dello sport sardo: l'hanno resa possibile.