Sala delle Leggende · Pallacanestro e Musica

Marisa Sannia

La voce della Sardegna, il cuore sul parquet: una vita vissuta su due palcoscenici diversi e ugualmente esaltanti, la Serie A di pallacanestro e i grandi teatri della canzone italiana.

1947 – 2008 · Iglesias, Cagliari
Maglia Azzurra · Nazionale di pallacanestro
1965 · Europei Juniores in Bulgaria
1968 · 2° posto al Festival di Sanremo
Identità
Iglesias 1947 · Cagliari 2008
Percorso
Cestista azzurra e cantante
Impresa
Secondo posto a Sanremo 1968
Eredità
La voce in lingua sarda
Ritratto curatoriale

Una donna, due palcoscenici.

Marisa Sannia è una delle figure più singolari e affascinanti dello sport e della cultura sarda: una vita vissuta su due palcoscenici diversi ma ugualmente esaltanti, il parquet della pallacanestro di Serie A e i grandi teatri della canzone italiana.

Nata a Iglesias nel 1947 e scomparsa a Cagliari nel 2008, ha saputo coniugare con rara eleganza l'agonismo dello sport e la sensibilità dell'arte, lasciando un'eredità indelebile nella memoria della sua Sardegna.

Questa pagina la racconta come si racconterebbe una sala museale: per tappe, immagini d'archivio, ruoli e lascito umano.

Marisa Sannia in maglia numero 12 durante un'azione di gioco
Sul parquet
Ritratto di Marisa Sannia
Il ritratto
Ritagli di stampa dedicati a Marisa Sannia tra basket e Sanremo
Rassegna stampa
01

Le origini: Iglesias, la musica e il basket

Marisa Sannia nasce a Iglesias nel 1947. Fin da giovanissima rivela due passioni parallele e ugualmente intense: la musica e la pallacanestro.

Muove i primi passi artistici con il gruppo musicale cagliaritano "I Principi", partecipando a diversi concorsi di voci nuove con risultati incoraggianti.

02

La Karalis di Cagliari

La vera passione giovanile rimane la pallacanestro, che pratica con costanza e dedizione nelle fila della Karalis di Cagliari, una delle realtà cestistiche più vivaci della Sardegna di quegli anni.

03

La Nazionale e gli Europei Juniores 1965

Il talento sul campo non tarda a essere riconosciuto a livello nazionale: conquista la maglia della Nazionale Italiana, traguardo che poche cestiste sarde avevano raggiunto fino ad allora.

Nel 1965 partecipa agli Europei Juniores in Bulgaria, rappresentando l'Italia in una competizione di altissimo livello continentale. Un'esperienza che segna profondamente la sua formazione umana e sportiva.

04

Dal CUS Cagliari alla Serie A

Dopo l'esperienza alla Karalis passa al CUS Cagliari insieme a quasi tutte le sue compagne di squadra, contribuendo in modo determinante alla promozione in Serie A della compagine cagliaritana.

L'impegno sportivo non le impedisce di coltivare la vocazione musicale: partecipa e vince il "Concorso Voci Nuove", riconoscimento che apre le porte a una carriera discografica di assoluto livello.

05

Sanremo 1968 e la carriera artistica

Il momento che la consacra all'Italia intera arriva nel 1968, sul palco del Festival di Sanremo con "Casa Bianca", in coppia con Ornella Vanoni: secondo posto in uno dei festival più competitivi della storia della canzone italiana.

Seguono numerosissimi festival e spettacoli televisivi, brani che diventano colonne sonore di film, dischi e LP. Nel 1976 diventa mamma e si concede un periodo di pausa dalla scena, per poi tornare con rinnovata energia.

06

Il ritorno alle origini: la lingua sarda

Nella maturità degli anni Novanta compie una scelta artistica profonda e coraggiosa: un ritorno alle origini, cantando brani nella lingua della sua Sardegna. Non una ritirata, ma una riscoperta.

Negli anni Duemila torna alla ribalta con "Nanas e Janas", raccolta in lingua sarda con parole e musica interamente sue, presentata in manifestazioni canore di prestigio a Taormina, Roma e in molte altre città italiane.

Molte vite in una

Sport e arte non sono mondi separati.

Sono espressioni diverse dello stesso talento umano: sul parquet come sul palco, Marisa Sannia ha sempre saputo emozionare, conquistare e lasciare il segno.

Cestista azzurra

Dalla Karalis al CUS Cagliari fino alla maglia della Nazionale e agli Europei Juniores del 1965.

Voce di Sanremo

Il secondo posto del 1968 con "Casa Bianca" le vale il contratto con la Fonit Cetra e la notorietà nazionale.

Autrice e interprete

Compone e canta brani che diventano colonne sonore di film, raccolti in dischi e LP lungo quattro decenni.

Custode della lingua sarda

Con "Nanas e Janas" e "Rosa de papel" la sua voce trova nella lingua isolana una nuova dimensione espressiva.

1968 · Festival di Sanremo

"Casa Bianca", il secondo posto che cambia tutto

Il momento che consacra Marisa Sannia all'Italia intera arriva nel 1968, quando calca il palco dell'Ariston con "Casa Bianca", interpretata in coppia con Ornella Vanoni.

Il risultato è straordinario: secondo posto in classifica in uno dei festival più competitivi della storia della canzone italiana, con un brano che entra nell'immaginario collettivo e le garantisce un contratto con la prestigiosa etichetta Fonit Cetra.

Sanremo è il suo vero inizio artistico di assoluto livello: un palcoscenico davanti a tutta l'Italia, che riconosce in questa voce sarda qualcosa di unico e indimenticabile.

Riconoscimenti

Le tracce visibili di due carriere parallele.

I numeri non bastano a raccontare una donna così, ma aiutano a capire l'ampiezza del suo passaggio nello sport e nella musica.

Festival di Sanremo 1968

Con "Casa Bianca", in coppia con Ornella Vanoni.

1965

Europei Juniores

In Bulgaria, con la maglia della Nazionale Italiana.

A

Serie A di pallacanestro

Promozione conquistata con il CUS Cagliari.

12

Canzoni di "Rosa de papel"

L'ultimo lavoro, pubblicato postumo dopo il 2008.

"La pallacanestro, con le sue coreografie sul campo, e la musica leggera, con i suoni, le parole e i cori nei teatri: due discipline artistiche molto simili tra loro."

Memoria dello sport sardo

Lascito

Una figura iconica da preservare.

Marisa Sannia ci lascia nel 2008, a soli 61 anni, ma la sua figura — di atleta e di artista — resta iconica e va ricordata con orgoglio.

Dalla Bulgaria degli Europei Juniores 1965 al palco dell'Ariston nel 1968, dai campionati di Serie A ai festival sardi degli anni Duemila: una vita vissuta intensamente, con la Sardegna sempre nel cuore e nella voce.

La sua storia dimostra che lo sport e l'arte non sono mondi separati, ma espressioni diverse dello stesso talento umano.