Gli organizzatori
Alberto Pedrazzini, Danilo Nanni, Francesco Mastio e Sandro Spinetti.
In 7 giorni ripercorsi 10 splendidi anni: i protagonisti del Brill Cagliari di nuovo insieme, quarant'anni dopo.
Lo sport italiano è pieno di storie straordinarie che parlano di entusiasmanti vittorie e di cocenti sconfitte: le storie di società, squadre e atleti che hanno lasciato il segno sono infinite, ma poche somigliano a quella scritta da una piccola squadra che negli anni '70 fece vivere di grande passione una città e un'isola intera: il Brill Cagliari pallacanestro.
Per molti giovani quel nome suona come l'inizio di una favola che i nonni raccontano ai nipoti, ma per loro resta un nome e una realtà lontana nel tempo, destinata a svanire, e non una storia da leggere e mandare a memoria.
L'onda emotiva e la passione sportiva di quei tempi, alimentata soprattutto dal Cagliari Calcio di "Rombo di Tuono", con il tricolore sul petto, e dal Brill, non aveva confini ed era vissuta con grande orgoglio da tutti i Sardi, residenti ed emigrati, uniti dai colori rossoblù e biancorossi delle due società alfiere dello sport sardo.
Il tempo tende a sfumare il passato, anche quello più coinvolgente e identitario, ma alcuni reduci di quella "epopea", Alberto Pedrazzini, Danilo Nanni, Francesco Mastio e Sandro Spinetti, hanno fermato lo scorrere degli anni e hanno riportato a Cagliari quasi tutti i protagonisti di quella irripetibile favola.
Inizia la ricerca di tutti i giocatori che hanno vestito quella maglia dal 1968 al 1978, dei tecnici e dei dirigenti che, tutti insieme, hanno scritto quella breve ma intensissima storia. Vengono contattati e convocati tutti i giocatori sardi e della penisola, gli argentini Prato e Ferello, gli statunitensi Sutter e coach Landa, con Don Holcomb ritrovato solo a dieci giorni dall'inizio dell'evento, in maniera rocambolesca.
Alberto Pedrazzini, Danilo Nanni, Francesco Mastio e Sandro Spinetti.
Giocatori, tecnici e dirigenti di dieci anni di Brill.
Prato e Ferello dall'Argentina, Sutter, Landa e Holcomb dagli Stati Uniti.
Palazzo Regio, l'ex Lazzaretto e il Palazzetto dello Sport.
Di Don Holcomb si erano perse le tracce dopo la parentesi di Napoli e il ritorno a Memphis, ma Sandro Spinetti non demorde: contatta il Comune di Memphis, legge persino i necrologi, scrive due volte all'università nella cui squadra aveva giocato Don. Una mattina arriva la mail tanto sperata: un suo compagno nei Wild Cats lo aveva informato che un certo Spinetti lo stava cercando dalla Sardegna.
La telefonata che segue serve a spiegargli perché lo stavamo cercando. Don è entusiasta, ma chiede una giornata di tempo: è vicepreside in una high school di Memphis, ci sono gli esami e la preside deve autorizzare l'assenza. Gliela nega.
Don si consulta con la moglie, torna a scuola e senza preamboli dice alla sua preside: "Io parto per la Sardegna, al ritorno ne riparliamo."
L'apertura con una cerimonia di benvenuto nel salone di Palazzo Regio.
Cimeli, maglie, tute e fotografie esposti nelle sale dell'ex Lazzaretto.
Un clinic tecnico tenuto da Howie Landa, l'allenatore dei tempi d'oro.
L'incontro con i tifosi al Palazzetto dello Sport, video e foto d'epoca, quattro tiri di John Sutter e il vecchio grido di guerra che torna a rimbombare: Forza Brill! Forza Brill! Forza Brill!
Due anni dopo, il DVD edito da Videolina e realizzato da Andrea Sechi e Massimo Piras, sulla storia del Brill e sulla manifestazione del 2007, ottiene la Menzione d'onore e il premio Regione Lombardia al 27° Festival Internazionale del cinema e della televisione sportiva, a Milano il 30 ottobre.
Oltre mille opere in gara al Festival di Milano.
Una competizione davvero internazionale.
Organizzato dalla F.I.C.T.S., istituzione affiliata al C.I.O.
Abbracci, cimeli, incontri e il ritorno sul parquet: la settimana del Remake Brill 2007.
Una grande festa, celebrata a quarant'anni di distanza, in cui i campioni d'oltremare si sono riabbracciati con la pattuglia indigena e i tifosi più attempati di allora hanno mostrato dal vivo, a figli e nipoti, chi aveva regalato loro tante indimenticabili emozioni.