Nuoro
La città natale.
La sua scheda porta nel museo la dimensione del mare: Nuoro, La Caletta, il Sonar e Rio 2016 compongono il profilo di uno dei nomi più originali del paralimpismo sardo.
Nato a Nuoro nel 1981, Gian Bachisio Pira approda alla vela paralimpica dopo un incidente motociclistico e costruisce una seconda identità sportiva fatta di tecnica, equilibrio e lavoro di equipaggio. Il suo percorso, legato al Circolo Nautico La Caletta, introduce nel museo una disciplina poco frequentata dalla narrazione sportiva regionale ma altamente significativa.
La partecipazione ai Giochi di Rio 2016 lo rende una figura di riferimento per la vela paralimpica sarda e per il rapporto tra territorio, costa orientale e grandi competizioni internazionali.
La città natale.
Il circolo nautico del suo percorso.
La barca a tre dell'equipaggio paralimpico.
I Giochi Paralimpici.
Trasforma una difficile vicenda personale in un progetto agonistico internazionale.
Si specializza nel Sonar, la barca a tre, e costruisce il proprio percorso dentro la vela paralimpica italiana, con tre Mondiali.
Raggiunge i Giochi di Rio 2016, dove l'equipaggio azzurro chiude al dodicesimo posto: una presenza ai Giochi in una disciplina raramente associata all'isola in chiave paralimpica.
La sua biografia arricchisce il museo con una linea narrativa diversa da atletica e giochi di squadra: il mare come palestra tecnica e spazio di adattamento, rigore e strategia.
Classe Sonar.
La vela come lavoro di squadra.
Il legame con la costa orientale.
Rio 2016.
Giochi Paralimpici.
Con l'equipaggio azzurro.
Con la Nazionale.
L'anno di nascita.
Rappresenta la costa e il mare dentro il racconto del paralimpismo sardo, ampliando il perimetro delle discipline ricordate.
La Caletta, i Mondiali preparatori e Rio 2016 sono i riferimenti principali per ricostruire la sua traiettoria. Questa pagina può essere estesa con risultati internazionali, equipaggi, materiali nautici e apparato fotografico.
Gian Bachisio Pira ha portato la Sardegna ai Giochi Paralimpici in una disciplina in cui l'isola, circondata dal mare, aveva ancora molto da raccontare.
La sua storia unisce territorio, tecnica e capacità di ripartire.