Leggende e Icone · Atletica Leggera

Claudia Testoni

Leggenda dell'atletica leggera, capostipite di una Famiglia di grandi sportivi. Da Berlino 1936 alla Sardegna, una vita tra record, guerra e amore per lo sport.

Oro Europeo Vienna 1938 · 80hs
Record mondiale 11,3" negli 80hs 1939
Berlino 1936 4ª olimpica negli 80hs
Hall of Fame FIDAL e Scheda d'Onore CONI
Identità
Bolognese classe 1915, sarda d'adozione
Specialità
80hs · 60-100-200 piani · Salto in lungo
Record
11,3" negli 80hs · 32 titoli italiani
Eredità
Famiglia Pedrazzini · Olimpia Cagliari e pallanuoto
Ritratto curatoriale

Dai campi di Bologna alla Sardegna, una vita in due tempi.

Claudia Testoni, bolognese classe 1915, è campionessa di atletica leggera, una vita segnata da due precisi momenti: la fase agonistica giovanile, poi il matrimonio, in piena guerra mondiale ed il trasferimento in Sardegna.

La sua carriera agonistica inizia a soli 15 anni con la maglia della Virtus Bologna Sportiva, invitata dal Prof. Costa, che ne intravede le doti e la inserisce in squadra insieme alla compagna di scuola Trebisonda "Ondina" Valla, sua futura, acerrima rivale in pista, ma rispettosa amica nella vita.

Questa sala digitale racconta una doppia storia: quella di una campionessa europea sul podio della storia dell'atletica italiana, e quella di una donna, madre e nonna, che ha costruito in Sardegna il seme di una dinastia sportiva ancora oggi in primo piano.

Esordio a 15 anni

Il 3 maggio 1931 al Littoriale di Bologna vince i 60 piani e il salto in lungo, seconda dietro Ondina negli 80hs e salto in alto. È l'inizio di una rivalità che ha fatto la storia.

Vienna 1938, l'apice

Conquista l'Oro Europeo negli 80hs con 11,6", record del mondo eguagliato. L'anno successivo scenderà a 11,3" a Garmisch-Partenkirchen, traguardo simbolico per l'atletica mondiale.

Sposa Edo Pedrazzini

Il 2 marzo 1941 sposa l'atleta Edoardo "Edo" Pedrazzini, mentre la guerra cancella ogni agone. Appena 26 anni, Claudia appende le scarpette al chiodo.

La scelta della Sardegna

Nel 1946, con il Paese che riparte, è Claudia a indicare Cagliari come meta. Sarà lei il fondamento di una famiglia sportiva che dal basket alla pallanuoto continua a dare emozioni.

01

L'esordio e la rivalità con Ondina Valla

Claudia ottiene il suo primo, ottimo risultato il 3 maggio del 1931 nel "Littoriale di Bologna vincendo i 60 piani ed il salto in lungo, mentre è battuta da Ondina negli 80 ad ostacoli e nel salto in alto. Di carattere taciturno, riservata, Claudia subisce l'esuberanza dell'amica-rivale: le due si confrontano spesso e Ondina prevale numericamente sulla rivale. La Valla primeggia negli ostacoli, alto e peso; la Testoni nei 60 m e lungo.

02

Mondiali, Universiadi e la strada per Berlino

Tra il 1932 ed il 1935 le nostre Campionesse partecipano a Mondiali, Universitari e diversi confronti con la maglia della Nazionale, ottenendo ottimi risultati — alcuni record italiani per la Testoni — che le proiettano verso i Giochi Olimpici di Berlino '36. Nel 1935 Claudia passa dalla Virtus Sportiva Bologna alla Vecchia Unica di Torino. Sulla pista torinese le due si confrontano ancora prima dei meeting internazionali: Trento, Pisa, Piacenza, Castellanza, Viareggio, tutto come preparazione olimpica.

03

Berlino 1936: un quarto posto che brucia

Le Azzurre si ritrovano alla Pensione Aurora di Fiesole e svolgono gli allenamenti nello stadio fiorentino "Berta", poi l'ultimo test pre-olimpico il 5 luglio a Milano con i campionati italiani assoluti; quindi la partenza in treno per Berlino. All'Olympiastadion Claudia esordisce il 3 agosto sui 100 metri senza fortuna, ma si rifà negli 80hs qualificandosi per la finale olimpica insieme ad Ondina Valla. La gara è tiratissima: Testoni sembra in vantaggio, poi in 4 si gettano sul filo di lana. Dopo mezz'ora di verifiche l'ordine è Valla (oro), Steuer, Taylor — e Claudia quarta, con delusione e pianto. Anche la 4×100 (Bongiovanni, Valla, Bullano, Testoni) chiude 4ª.

04

Il sorpasso: Vienna 1938 e i record mondiali

Delusione e rabbia caricano Claudia. Torna in pista il 27 settembre a Torino e inizia una serie di vittorie e record che la portano al vertice. Lo squillo più importante: il titolo europeo negli 80hs nel 1938 a Vienna con 11,6" (record del mondo eguagliato). Nel 1939 a Milano ritocca a 11,5", e solo sette giorni dopo a Garmisch-Partenkirchen scende a 11,3". Per gli anni Quaranta del Novecento è un tempo quasi impossibile, che sancisce il suo definitivo sorpasso sulla Valla.

05

Il 1940: fine carriera e famiglia

Il 1940 è l'ultimo anno di una luminosa carriera: in soli dieci anni colleziona record e medaglie che la proiettano nella Hall of Fame FIDAL e nella Scheda d'Onore CONI. Il 2 marzo 1941 sposa l'astista Edoardo "Edo" Pedrazzini; nascono Alberto, Gabriella e Giuly. A 26 anni Claudia si ritira, mentre la guerra cancella ogni evento sportivo. Il 1946 segna la seconda fase della sua vita.

06

Cagliari, allenatrice e nonna sportiva

Il marito Edo deve scegliere tra Lazio e Sardegna come rappresentante farmaceutico: è Claudia che indica la Sardegna. Giunta a Cagliari, sistemata casa e figli, trova tempo per allenatrice e Fiduciario per l'attività femminile nel Comitato regionale sardo. Una sua atleta si ammalò a Roma in gara: lei senza pensarci indossò nuovamente maglietta e pantaloncini e scese in pista per l'ultima volta. Poi seguì Alberto, passato dall'atletica alla pallacanestro nell'Olimpia Cagliari, dove anche Edo divenne dirigente. Ricordata al Palazzetto di Cagliari: sempre compassata, sorriso misurato, cenni d'approvazione a fine partita.

07

La dinastia Pedrazzini e l'intitolazione 2026

Nonna Claudia, dopo la scomparsa prematura di Alberto per un grave infortunio in mare, si dedica ai nipoti: Marco, Maurizio, Simone tra i canestri dei massimi campionati nazionali, e la piccola Sara, tra le migliori pallanuotiste italiane portiere. Il 1998 l'addio, in silenzio e con la sua compostezza innata. Il 26 agosto 2026 — a San Vincenzo (Livorno), nella nuova pista di atletica San Carlo — i nomi delle due campionesse tornano a risuonare: l'impianto viene intitolato Claudia Testoni e Ondina Valla, alla presenza di Luigi de Lucchi (figlio di Ondina) e Sara Pedrazzini, nipote di Claudia.

Molte dimensioni

Campione, compagna, madre, ispiratrice: una donna in quattro tempi.

Claudia Testoni incarna una figura rarissima: campionessa mondiale in gioventù, poi costruttrice silenziosa di una dinastia sportiva in una terra, la Sardegna, che ha fatto sua.

Sprinter e ostacolista

Tra 1931 e 1940 colleziona 32 titoli italiani in 6 specialità diverse: 60, 100, 200 piani, 4×100, 80hs, salto in lungo. Una versatilità fuori dal comune.

Campionessa europea e recordman

Oro a Vienna 1938 negli 80hs. Record del mondo 11,3" a Garmisch-Partenkirchen nel 1939. Apice di una carriera che ha portato l'atletica italiana al centro del mondo.

Madre e radice familiare

La scelta della Sardegna nel 1946 è sua. Dal suo matrimonio con Edo Pedrazzini nasce una linea sportiva che arriva ai nipoti, tra Serie A e pallanuoto nazionale.

Allenatrice e fiduciario FIDAL

Nel Comitato regionale sardo FIDAL mette a disposizione la propria esperienza per le giovani atlete. Un episodio, la sostituzione d'urto a Roma, dice tutto del suo carattere: quando serve, si torna in pista.

Claudia Testoni con medaglie e tuta azzurra
Palmares

Un curriculum costruito in dieci anni di leggenda.

Il 1940 è l'ultimo anno di una carriera che in soli dieci anni ha collezionato record e medaglie, tracciando un solco profondo nella storia dell'atletica leggera italiana.

  • 32 Titoli Italiani tra: 60-100-200 piani, staffetta 4x100, 80hs, salto in lungo.
  • Oro Europeo negli 80hs · Vienna 1938
  • 4ª posizione negli 80hs e 4x100 alle Olimpiadi di Berlino 1936
  • 8 vittorie negli 80hs con record mondiale di 11,3" · Garmisch-Partenkirchen 1939
  • Hall of Fame della FIDAL — Figura nella leggenda dell'atletica italiana.
  • Scheda d'Onore del C.O.N.I. — Riservata alle Leggende dello sport olimpico.
Una carriera folgorante che ha preceduto un'altra esistenza: in Sardegna Claudia avrebbe costruito, in silenzio, una dinastia sportiva per oltre mezzo secolo.
Archivio fotografico

I volti di una vita in due paesi.

Dalla Bologna dei Littoriali, a Berlino 1936, a Vienna 1938, fino al Palazzetto di Cagliari e all'intitolazione del 2026 a San Vincenzo con Ondina.

"Da Bologna a Cagliari, da Berlino 1936 a Vienna 1938: Claudia Testoni ha vinto su ogni pista e, in silenzio, ha costruito una dinastia sportiva che ancora oggi corre per l'isola."

Museo dello Sport Sardo

Lascito

Una leggenda europea, una famiglia sarda.

Nel 1998 Claudia se ne va in silenzio, con la compostezza di sempre. Ma il suo insegnamento resta: una vita divisa in due metà, entrambe segnate da una stessa passione, che dalla pista si trasforma in radice di famiglia.

Oggi la pista San Carlo di San Vincenzo porta il suo nome insieme a Ondina Valla, e la Sardegna raccoglie il testimone con nipoti che giocano nel basket e nella pallanuoto nazionale. Il cerchio, a quasi novant'anni da Berlino '36, è perfettamente chiuso.

Raccontarla significa riconoscere all'atletica leggera — e a questa donna — il posto che meritano nella memoria dello sport italiano e sardo.