1988
Il primo percorso motorio per i ragazzi di un centro di riabilitazione.
Educatore, fondatore e presidente della Polisportiva Olimpia Onlus: da oltre quarant'anni lo sport come strumento di dignità, autonomia e cittadinanza per le persone con disabilità intellettive e relazionali.
Nato a Carbonia nel 1963 e cagliaritano d'adozione, Carlo Mascia è educatore specializzato e psicomotricista funzionale per l'età evolutiva. Da oltre quarant'anni dedica la propria vita alle persone con disabilità intellettive e relazionali, in particolare a quelle che appartengono alle famiglie più fragili, con meno possibilità economiche e di accesso ai servizi.
La scintilla arriva nel 1988. Accompagnando il padre, gravemente malato, in un centro di riabilitazione, Mascia osserva che molti giovani ospiti trascorrono le giornate in attività ripetitive, lontane dalla vita sociale. Forte dell'esperienza nella psicomotricità con i bambini, propone alla direzione di avviare un percorso motorio anche per quei ragazzi. Da quell'iniziativa nasce l'esperienza che diventerà la Polisportiva Olimpia Onlus, realtà pioniera in Sardegna nell'uso continuativo dello sport come strumento di educazione, autonomia e inclusione.
Davanti all'isolamento non si è limitato a indicare ciò che mancava: ha costruito una risposta concreta e duratura. Nel tempo ha approfondito i principi di Eunice Kennedy Shriver, fondatrice del movimento Special Olympics, incontrata negli Stati Uniti, adattandoli alla realtà sociale e territoriale della Sardegna.
Il primo percorso motorio per i ragazzi di un centro di riabilitazione.
Fondatore e presidente della società pioniera dello sport inclusivo in Sardegna.
Una comunità di volontari che mette a disposizione tempo, mezzi e competenze.
Trasferte in Italia e all'estero: Andorra, Barcellona, Monaco, Rio de Janeiro.
Il cuore del metodo di Carlo Mascia è semplice e profondo: aiutare le persone a essere orgogliose di ciò che sono. Non cancellare la disabilità né costruire un'immagine artificiale di normalità, ma permettere a ciascuno di riconoscere le proprie capacità e presentarsi agli altri con dignità.
Per questo nell'Olimpia le persone non sono utenti da intrattenere: sono atleti. Indossano una maglia, rispettano regole e orari, imparano a stare in squadra, affrontano vittorie e sconfitte. Anche le trasferte fanno parte del metodo: preparare la valigia, vivere lontano da casa, incontrare altre lingue e culture significa conquistare autonomia e partire come atleti chiamati a rappresentare con orgoglio la Sardegna.
In un centro di riabilitazione Mascia propone attività motorie per i giovani ospiti: è l'inizio dell'esperienza che diventerà la Polisportiva Olimpia Onlus.
Ispirato dai principi di Eunice Kennedy Shriver, porta gli atleti in giro per l'Europa: alle Special Olympics di Andorra l'Olimpia, unica squadra italiana presente, conquista una medaglia di bronzo; seguono risultati e riconoscimenti a Barcellona e Monaco, fino agli scambi a Rio de Janeiro.
Arriva la diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica. La malattia cambia il corpo e i modi della sua presenza, ma non la direzione della sua vita: Mascia continua a guidare l'Olimpia, adattando tempi e strumenti per restare accanto ai ragazzi.
Già in carrozzina, accompagna gli atleti a Roma per portare in una trasmissione televisiva nazionale un messaggio chiaro: le persone con disabilità devono vivere nella comunità.
A dicembre la dodicesima edizione del torneo internazionale di calcio a cinque per persone con disabilità intellettive e relazionali riunisce squadre da Barcellona, San Marino, Monaco e da diverse regioni italiane: competizioni, momenti educativi e festa nel centro della città.
A gennaio riceve il Premio Sirena d'Oro di HSA Italia per la subacquea inclusiva. Poi le trasferte con gli atleti a Viareggio (marzo), Castellarano (maggio) e Padova (luglio). A Castellarano, durante la quarta Special Cup International, il Comune e Sportinsieme gli consegnano un premio speciale per i quarantatré anni di attività, accolto da un lungo applauso.
Calcio e calcio a cinque, pallacanestro, bowling, nuoto, atletica, tennis e padel, ma anche surf, sci nautico, subacquea e kickboxing paralimpica: la varietà serve a trovare per ciascuno l'attività in cui esprimersi e vedere riconosciuto il proprio risultato.
Il surf al Poetto con Francisco Porcella, lo sci nautico a La Maddalena con Jeff Onorato, le immersioni inclusive.
La parete e i giochi acrobatici del Vertical di Sestu, i percorsi avventura e la kickboxing paralimpica.
Calcio, basket e padel a Chia, le giornate multisportive di Pula, lo sport contro il bullismo a Muravera.
Le regate della Coppa America a Cagliari, la cura degli spazi comuni, il luna park inclusivo di Santa Gilla.
Al servizio delle persone con disabilità intellettive e relazionali.
Il torneo internazionale di calcio a cinque di Cagliari.
Il premio nazionale di HSA Italia per la subacquea inclusiva.
Il premio speciale di Castellarano e Sportinsieme, maggio 2026.
Mascia ha capito presto che nessuna associazione, da sola, può rendere stabile l'inclusione. Ha costruito una rete con l'Università di Cagliari per i tirocini, con le scuole, con l'Ufficio di servizio sociale per i minorenni, con amministrazioni locali, organismi sportivi, imprese e associazioni.
Particolarmente forte il legame con i gruppi sportivi delle Forze armate e dei corpi dello Stato: Marina militare, Esercito, Carabinieri, Aeronautica, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Polizia locale e Polizia penitenziaria. E con Sportinsieme di Castellarano nasce uno scambio stabile tra Sardegna ed Emilia-Romagna, tra la Castellarano Special Cup e Cagliari No Limits.
Molti atleti lo chiamano "Papà Carlo": un nome che non indica dipendenza, ma fiducia e continuità. Con l'avanzare della malattia sono stati gli stessi ragazzi a sostenerlo nei piccoli gesti quotidiani, frutto di un mutuo aiuto che Mascia promuoveva da sempre.
Per continuare a comunicare, coordinare i progetti e seguire le attività ha scelto il supporto del ventilatore. Lo slogan dell'Olimpia, che per anni ha proposto ai ragazzi da educatore, è diventato la forma della sua stessa vita.