Sala delle Leggende · Equitazione

Antonio Gutierrez

Figura mitica dell'equitazione italiana: il cavaliere di Macomer che nel 1938 superò un ostacolo alto 2,44 metri e portò la Sardegna al centro della grande tradizione equestre.

1938 · Record del mondo, 2,44 m su Osoppo
1952 · Coppa delle Nazioni, Piazza di Siena
233 vittorie su 293 concorsi
3 Olimpiadi da Capo Delegazione
Identità
Macomer, la Sardegna a cavallo
Percorso
Ufficiale, cavaliere, Generale
Impresa
2,44 metri su Osoppo
Eredità
La scuola sarda di equitazione
Ritratto curatoriale

Un antesignano della scuola di equitazione sarda.

Antonio Gutierrez è stato un antesignano di quella che sarebbe divenuta l'impareggiabile scuola di equitazione sarda: una terra vocata al cavallo, madre di tanti ottimi cavalieri.

Una Sardegna fattrice del mitico cavallo di razza anglo-arabo-sarda, invidiato e richiesto in tutto il mondo, capace di trionfare nei concorsi ippici e nei pali equestri, da Piazza di Siena al Palio di Siena.

Gutierrez ha dedicato la sua vita all'Esercito e alla Cavalleria, raggiungendo i vertici dell'arma — congedato da Generale — con prestigiosi record e vittorie nel salto degli ostacoli in diverse prove e concorsi ippici.

Antonio Gutierrez in volo su un ostacolo davanti alle tribune gremite di Piazza di Siena
Piazza di Siena
Ufficiali di cavalleria in divisa accanto ai cavalli in un concorso ippico
Arma di Cavalleria
Il cavaliere Antonio Gutierrez affronta un ostacolo in un'immagine d'epoca
Il salto
01

Il record del 1938

L'impresa che lo ha consacrato leggenda del suo sport è il record di elevazione conquistato nel 1938 a Piazza di Siena, a Roma: l'unico cavaliere a superare l'altezza dei 2,44 metri, in sella al mitico Osoppo.

Misura che sarà poi superata dal cileno Alberto Larraguibel, che la ritoccò di 3 centimetri portandola a 2,47.

02

Aprile 1952: il CHIO di Roma

Nell'aprile del 1952 partecipa al CHIO di Roma a Piazza di Siena: da Capitano della Squadra Azzurra, seppure infortunato, è costretto a scendere in campo per completare la formazione a seguito di un forfait dell'ultima ora.

Sono undici i Paesi ammessi alla Coppa delle Nazioni — tra cui Argentina, Messico e Cile con il suo rivale Larraguibel, l'esotica Cambogia e le agguerrite Francia e Germania — forti di cavalieri che scriveranno la storia dei concorsi ippici, come il tedesco Fritz Thiedemann e, per la prima volta, una donna: la francese Michelle Cancre.

03

Piazza di Siena: 25.000 spettatori

Il giorno dell'attesissima Coppa delle Nazioni arriva e Piazza di Siena si mostra nella sua affascinante cornice, gremita da oltre 25 mila spettatori, con un tifo che ha più l'atmosfera di una curva calcistica che la compassata quiete di una prova equestre.

Il Capo Equipe Gutierrez decide di schierare Salvatore Oppes, Raimondo e Piero d'Inzeo e Salvatore Perrone, ma quest'ultimo rinuncia ritenendo i suoi cavalli non in forma. Antonio mette da parte i problemi fisici e si inserisce nel quartetto azzurro come quarto cavaliere, primo a scendere sull'impegnativo percorso.

04

L'errore

Quando Gutierrez entra in campo il silenzio è assoluto: inizia la prova in sella a Serena, cavalla più incline alle prove di velocità, e salta un ostacolo dopo l'altro. Poi un urlo si eleva dalla folla: Antonio ha sbagliato percorso girando dalla parte opposta e viene squalificato.

Oppes e i fratelli d'Inzeo concludono con 8 penalità e sono secondi dietro alla Francia, a pari merito con l'Uruguay. Sarà quindi la seconda prova ad assegnare la Coppa, ma i 25 mila sulle tribune non tradiscono il loro timore.

05

Il riscatto e il tricolore

Inizia il secondo percorso e per l'Italia torna in campo Gutierrez, che si è appartato nell'intervallo impedendo a chiunque di avvicinarlo. In mente ha solo il riscatto e l'onore per la maglia azzurra. Il primo galoppo lancia un messaggio visivo che rasserena ed entusiasma gli animi: Antonio c'è, percorso netto, Italia al comando.

Salvatore Oppes, anche lui sardo, altro netto; entra in campo Raimondo, una barriera abbattuta; infine Piero che, con un netto, scatena l'ovazione del pubblico romano e fa issare il tricolore nel pennone più alto, mentre Piazza di Siena accoglie l'Inno di Mameli alle prime ombre della sera.

06

Il Generale e il mito di Macomer

Capo Equipe dell'Italia dal 1950 e Capo Delegazione alle Olimpiadi di Helsinki '52, Melbourne '56 (argento) e Roma '60 (bronzo) nel concorso a squadre, il Generale Antonio Gutierrez è stato un grande esempio e maestro di tante generazioni.

Non si distaccherà mai dall'equitazione, fil rouge della sua vita, e diventerà per Macomer, suo paese natio nel Nuorese, un vero Mito.

Molte vite sportive

Un cavaliere non si misura solo dai record.

Gutierrez lascia il segno perché attraversa l'agonismo, il comando e la formazione con la stessa idea: il cavallo come scuola di disciplina, precisione e rispetto.

Cavaliere recordman

Nel 1938 supera 2,44 metri su Osoppo: la misura più alta mai saltata, prima del cileno Larraguibel.

Capo Equipe azzurro

Dal 1950 guida la squadra italiana: sceglie, protegge e, quando serve, scende lui stesso in campo.

Capo Delegazione olimpica

Helsinki '52, Melbourne '56 e Roma '60: tre Olimpiadi da guida della delegazione equestre italiana.

Erede di Caprilli

Prosegue e diffonde la scuola di equitazione Caprilli, il maestro dei maestri, formando generazioni di cavalieri.

Cavalleria · Formazione

La scuola Caprilli e il cavallo anglo-arabo-sardo

La carriera di Antonio Gutierrez nasce dentro l'Arma di Cavalleria: è lì che il talento diventa metodo, e il metodo diventa scuola. La sua equitazione è quella di Federico Caprilli, il maestro dei maestri, di cui Gutierrez è tra i più fedeli prosecutori e divulgatori.

Attorno a lui cresce una tradizione che la Sardegna coltiva da secoli: il cavallo di razza anglo-arabo-sarda, invidiato e richiesto in tutto il mondo, protagonista nei concorsi ippici e nei pali equestri.

Da quella scuola arriveranno altri cavalieri sardi — Salvatore Oppes su tutti — che porteranno l'isola sui campi di gara internazionali.

Arma di Cavalleria
Metodo Caprilli
Anglo-arabo-sardo
Nuove generazioni
Riconoscimenti

Le tracce visibili di due acuti leggendari.

I numeri non bastano a raccontare un uomo così, ma aiutano a capire l'ampiezza del suo passaggio nell'equitazione italiana.

2,44

Metri, record del mondo

Salto in alto ad ostacoli, 1938, Piazza di Siena, in sella a Osoppo.

1952

Coppa delle Nazioni

Eroe del trionfo azzurro a Piazza di Siena, seppure infortunato.

233

Vittorie su 293 concorsi

Dominatore assoluto dei concorsi ippici del suo tempo.

3

Olimpiadi da Capo Delegazione

Helsinki '52, Melbourne '56 (argento) e Roma '60 (bronzo) a squadre.

"Era il cavaliere che si elevava di colpo, con sicurezza tranquilla più che spavalda, su tutti e su tutto. Era il sardo duro, prima di tutto, con sé stesso."

Rava · Cronaca di Piazza di Siena

Lascito

Un mito che Macomer custodisce.

Dopo la premiazione del 1952, gli azzurri stretti intorno al loro capo scaricano ogni tensione e Antonio Gutierrez, l'eroe della giornata, rilascia alcune dichiarazioni a bassa voce. Tanto bassa che rimarranno "segrete", custodite dalla storia.

Il Generale Antonio Gutierrez rimane una delle figure più rappresentative e amate dello sport sardo: la storia di un uomo che ha saputo trasformare il talento in eccellenza grazie a sacrificio, disciplina militare e amore per la propria terra.

Per Macomer, suo paese natio nel Nuorese, è e resterà per sempre un vero Mito.