Pozzomaggiore
Il paese del Meilogu dove nasce e cresce tra i cavalli.
Ufficiale dei Carabinieri nato a Pozzomaggiore, argento nel salto ostacoli a squadre ai Giochi del 1956, accanto a Raimondo e Piero D'Inzeo.
Salvatore Oppes nasce a Pozzomaggiore il 2 novembre 1909. Ufficiale di cavalleria, gareggia per il centro sportivo dei Carabinieri, dove l'equitazione è tradizione e scuola.
Nel 1956 fa parte della squadra italiana di salto ostacoli con Raimondo e Piero D'Inzeo. Le gare equestri dei Giochi di Melbourne si disputano a Stoccolma, per la quarantena imposta ai cavalli dall'Australia: l'Italia conquista la medaglia d'argento.
In carriera vince anche un bronzo europeo. Quattro anni dopo sarà il fratello Antonio a salire sul podio olimpico, a Roma. Salvatore muore a Roma il 27 febbraio 1987.
Il paese del Meilogu dove nasce e cresce tra i cavalli.
L'Arma è la sua casa sportiva e professionale.
Salto ostacoli a squadre, Stoccolma 1956.
Con Antonio, una famiglia con due medaglie olimpiche.
Nasce il 2 novembre 1909 nel paese del Meilogu che darà all'equitazione italiana due medaglie olimpiche.
Entra nell'Arma dei Carabinieri e gareggia per il suo centro sportivo nel salto ostacoli.
Con Raimondo e Piero D'Inzeo conquista l'argento a squadre nei Giochi della XVI Olimpiade, con le gare equestri trasferite in Svezia.
Muore a Roma il 27 febbraio 1987. Nel suo palmarès anche un bronzo europeo.
Nell'Italia degli anni Cinquanta l'equitazione olimpica è affare di militari: Oppes ne è stato uno degli interpreti migliori.
Specialista del salto ostacoli.
Una carriera nei Carabinieri.
Argento a squadre ai Giochi del 1956.
Precede di quattro anni l'impresa di Antonio a Roma 1960.
Le rigide norme sanitarie australiane impediscono l'ingresso dei cavalli stranieri: il CIO sposta così le gare di equitazione a Stoccolma, mesi prima del resto dei Giochi.
Nel salto ostacoli a squadre l'Italia di Salvatore Oppes e dei fratelli D'Inzeo chiude al secondo posto e conquista l'argento.
Salvatore Oppes ha portato Pozzomaggiore e la Sardegna nella storia dell'equitazione olimpica.
Il suo argento apre la strada al bronzo del fratello Antonio a Roma 1960: un caso raro di due fratelli sardi medagliati ai Giochi.