Alghero
La palestra del maestro Mulas e la Pugilistica Algherese.
La leggenda tra le leggende della boxe sarda: Tore di Alghero, cresciuto sul ring improvvisato del maestro Franco Mulas, il 23 aprile 1965 a Roma diventa campione del mondo dei pesi mosca.
Il pugilato sardo ha prodotto una lunga serie di grandissimi campioni e per alcuni anni è stato una vera eccellenza in Italia e nel mondo. Tra tutti, Salvatore Burruni, per tutti Tore, è una figura leggendaria.
Nasce ad Alghero l'11 aprile 1933 e, giovanissimo, viene scoperto da Franco Mulas, muratore di mestiere con una grande passione per la boxe. Mulas ristruttura un vecchio immobile cittadino, costruisce un ring di fortuna e dà inizio alla grande storia del pugilato algherese, di cui Burruni sarà la stella più brillante. Il suo motto, con cui appassionava gli allievi alla "nobile arte", era semplice e diretto: "La boxe morirà quando l'uomo nascerà senza braccia".
Piccolo di statura ma rapidissimo e instancabile, Tore conquista tutto: titolo italiano, europeo e mondiale dei mosca, poi l'Europa dei gallo. Chiude la carriera nel 1969 da campione, con 99 vittorie in 109 incontri. Muore il 30 marzo 2004; nel 2026 la sua Alghero gli dedica una statua in piazza Sulis.
La palestra del maestro Mulas e la Pugilistica Algherese.
Pesi mosca, Roma 1965, contro Pone Kingpetch.
Campione continentale dei mosca e poi dei gallo.
La statua inaugurata ad Alghero nel 2026.
Giovanissimo, impara la boxe nella palestra ricavata da Franco Mulas in un vecchio immobile cittadino, la culla della Pugilistica Algherese.
Campione italiano dei mosca nel 1954 e nel 1956, campione militare a Kaiserslautern e a Napoli (1955 e 1956) e oro ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona 1955.
Ai Giochi Olimpici è sfortunato: perde ai punti contro il sovietico Vladimir Stolnikov. È il momento di passare professionista.
Entra nella scuderia di Umberto Branchini. Dopo la sconfitta d'esordio con Aristide Pozzali, l'unica in carriera contro un italiano, il 27 settembre 1958 batte Giacomo Spano ed è campione d'Italia. Contro l'italo-argentino Horacio Accavallo perde a Cagliari (1958) e si vendica a Sassari (1959), infliggendogli la prima sconfitta in carriera.
Il 29 giugno 1961, sul ring di casa ad Alghero, batte ai punti il finlandese Risto Luukkonen. Difende il titolo contro Derek Lloyd (Sanremo 1961), Mimoun Ben Ali (Saint-Vincent 1962), Pierre Rossi (Milano 1962), René Libeer (Alessandria 1963) e Walter McGowan (Stadio Olimpico di Roma, 1964).
Il 23 aprile 1965, a 32 anni appena compiuti, sale sul ring del Palazzo dello Sport dell'EUR, in una serata organizzata da Rino Tommasi, e strappa la cintura dei mosca al thailandese Pone Kingpetch.
Perde due incontri senza titolo in palio, a Buenos Aires contro Accavallo e a Tokyo contro Katsuyoshi Takayama, quest'ultimo con un verdetto scandaloso. Rifiuta di affrontare Hiroyuki Ebihara e WBA e WBC gli revocano il titolo; il 2 dicembre 1965 a Sydney batte Rocky Gattellari per KO alla 13ª ripresa. Perde la corona il 14 giugno 1966 a Wembley contro Walter McGowan.
Ormai in difficoltà a mantenere il peso, sale nei gallo: il 10 gennaio 1968 a Napoli batte Mimoun Ben Ali ed è campione d'Europa. Il 31 marzo 1968 a Città del Messico il fortissimo Rubén Olivares chiude i suoi sogni mondiali. Difende il titolo contro Franco Zurlo e il 9 aprile 1969 a Reggio Calabria, nell'ultimo incontro, batte il francese Pierre Votroff: si ritira con la cintura europea alla vita.
Burruni compensava la statura con un ritmo altissimo e una straordinaria capacità di reggere la distanza: con queste armi travolse Kingpetch e conquistò il mondo.
Due titoli italiani, il titolo militare e l'oro ai Giochi del Mediterraneo.
Il quinto italiano di sempre, dopo Carnera, D'Agata, Loi e Mazzinghi.
Nei mosca dal 1961 al 1964 e nei gallo dal 1968 al 1969.
Il titolo europeo conquistato davanti alla sua gente.
99 vittorie (32 per KO), 9 sconfitte e un pareggio.
Pesi mosca, Roma, 23 aprile.
Dopo Carnera, D'Agata, Loi e Mazzinghi.
L'ingresso nella Hall of Fame del pugilato.
Grazie al giornalista e organizzatore Rino Tommasi, Burruni sfida al Palazzo dello Sport dell'EUR il thailandese Pone Kingpetch, campione in carica dei pesi mosca, e lo travolge sul piano della continuità, del ritmo e della potenza.
È il quinto italiano a diventare campione del mondo, accanto a Primo Carnera, Mario D'Agata, Duilio Loi e Sandro Mazzinghi, e l'ultimo campione dei mosca riconosciuto all'unanimità da tutte le organizzazioni pugilistiche.
Categorie: pesi mosca e pesi gallo. Incontri: 109, con 99 vittorie, 9 sconfitte e un pareggio. Titoli: campione del mondo militare, oro ai Giochi del Mediterraneo, campione d'Europa e del mondo dei mosca, campione d'Europa dei gallo.
In occasione dei festeggiamenti per San Michele, patrono della città, l'Amministrazione comunale di Alghero inaugura in piazza Sulis una statua di circa due metri dedicata a Burruni. L'opera è dello scultore Antonio De Paoli, realizzata dalla Fonderia Artistica Fabris di Verona e fortemente voluta dall'APS Tore Burruni e dai figli del campione, Gianfranco e Pierpaolo.
Da quel giorno Tore non è solo un ricordo affascinante: è una presenza cittadina a cui rivolgere un saluto ogni volta che si passa in piazza.
Il ritratto con la cintura e la figurina della serie Campioni dello Sport 1969-70.
Fotografie tramite Wikimedia Commons — salvatoreburruni0.jpg: autore sconosciuto, pubblico dominio; salvatoreburruni1.jpg: autore sconosciuto, pubblico dominio. Immagini ridimensionate.
Salvatore Burruni è stato il primo pugile sardo a conquistare un titolo mondiale e uno dei più grandi pesi mosca della storia italiana.
La sua antica società, la Pugilistica Algherese, oggi porta il suo nome: Tore vive nella leggenda, nel ricordo di chi lo ha visto combattere e nell'orgoglio della sua Alghero.