Sala dei Tecnici · Hockey su Prato · Il Pioniere

Filippo Vado

L'uomo che ha seminato l'hockey prato in Italia: dall'India natale a Genova, da Torino a Modena, fino alla fondazione dell'Amsicora Hockey a Cagliari nel 1947.

1917 · Nato in India
Amsicora Hockey · Fondatore 1947
4 Scudetti da allenatore
Helsinki 1952 · Capo delegazione
Identità
India · Genova · Cagliari
Percorso
Giocatore, fondatore, allenatore
Missione
Seminare l'hockey in Italia
Eredità
L'Amsicora, regina d'Italia
Ritratto curatoriale

Il primo vero hockeista italiano.

A differenza del calcio e del rugby, l'hockey non si radicò in Italia grazie agli inglesi, ma per la volontà dello Stato di essere rappresentato anche in questa disciplina. E ebbe un precursore: Filippo Vado. Nato in India nel 1917 da padre piemontese e madre indiana, studiò in un college cattolico nel Bengala occidentale (St. Joseph's College di Darjeeling), dove apprese la tecnica del gioco.

Rientrato a Genova prima del 1937, era di fatto l'unico in Italia a conoscere già l'hockey: il primo vero hockeista italiano. La sua storia si sviluppò nel Nord Ovest — Genova, Torino, Modena — prima della tappa più importante: Cagliari, dove nel 1943 arrivò e costruì il suo capolavoro.

Nel 1947 acquistò una ventina di bastoni dagli ufficiali inglesi in partenza e fondò la sezione hockey dell'Amsicora, destinata a diventare la società più titolata d'Italia. Da allenatore vinse 4 scudetti e, con la collaborazione di Cenzo Soro, rivoluzionò la tattica del gioco.

1947
Fondazione della sezione Hockey dell'Amsicora
4
scudetti da allenatore (più 2 da giocatore)
1952
Capo delegazione olimpica a Helsinki
01

1937 · L'esordio: OND Genova

Rispose all'appello fascista per l'hockey e si unì all'OND Genova. Giocò a Livorno nel maggio 1937 nel primo torneo nazionale, perso in finale 1-0 per un gol contestato. Era il solo che conoscesse già la tecnica del gioco: il primo vero hockeista italiano.

02

1938–1940 · GUF Genova: i primi scudetti

Titolare del GUF Genova, vinse il titolo italiano nel 1938, bissato nel 1940. La sua padronanza tecnica, unica in Italia, lo rendeva un riferimento assoluto per i compagni di squadra.

03

1941–1942 · Torino, la Juventus e Modena

A Torino frequentò architettura e creò la squadra di hockey della Juventus, arruolando il portiere della Nazionale Müller. Il 2 marzo, allo stadio Mussolini, davanti a 30.000 spettatori, la Juventus di Vado sfidò il GUF Genova. Nel 1942 passò al GUF Modena con Pier Vittorio Pampuro, futuro capitano della Nazionale olimpica di Helsinki 1952.

04

1943–1947 · L'arrivo a Cagliari e la guerra

Nel giugno 1943 arrivò a Cagliari. Dopo l'armistizio fu nominato ufficiale di collegamento con le truppe alleate, agevolando gli ufficiali inglesi nell'organizzare incontri di hockey. Alla loro partenza nel 1947 acquistò una ventina di bastoni e decise di creare una squadra.

05

1947–1948 · La fondazione dell'Amsicora Hockey

Con il prof. Paoli arruolò Floris, i fratelli Maxia e altri. Il vicepresidente Domenico Loi convinse l'Amsicora a finanziare il primo viaggio a Roma a patto che la squadra ne assumesse il nome. Gli esiti furono positivi: nel 1948 la nuova squadra si iscrisse alla Serie B sul campo di Ponte Vittorio.

06

1948–1959 · Dalla B alla A e i 4 scudetti

Fondò anche l'Elettra, che contese all'Amsicora la promozione in Serie A nel 1950. Da allenatore vinse 4 scudetti fino al 1959. Con Cenzo Soro rivoluzionò il sistema di gioco, passando dal Metodo tradizionale al Sistema WM dell'Arsenal.

07

1952 · Capo delegazione a Helsinki; 1965 · spareggio di Bologna

Nel 1952 la FIHP lo nominò Capo delegazione olimpica ai Giochi di Helsinki. Nel 1965 andò in panchina a Bologna nello spareggio scudetto vinto ai supplementari contro l'MDA Roma. Chiuse nel 1968 alla direzione tecnica dei Vigili Urbani Cagliari, lasciando un'impronta indelebile nell'hockey italiano e sardo.

Il contributo

Ha seminato dove nessuno aveva mai seminato.

Vado è insieme il padre dell'hockey prato sardo e uno dei fondatori di quello italiano: giocatore-pioniere, fondatore di società, allenatore vincente e innovatore tattico.

Il pioniere

L'unico a conoscere la tecnica dell'hockey al primo torneo nazionale del 1937: il primo vero hockeista italiano.

Il fondatore

Creò dal nulla la sezione hockey dell'Amsicora nel 1947, oggi la società più titolata d'Italia.

Il vincente

4 scudetti da allenatore (più 2 da giocatore a Genova): un palmarès che racconta una vita di successi.

L'olimpico

Capo delegazione della Nazionale ai Giochi di Helsinki 1952: il riconoscimento di chi costruì l'hockey italiano.

Riconoscimenti

Le tracce di un seminatore.

6

Scudetti totali

2 da giocatore (Genova '38 e '40) e 4 da allenatore con l'Amsicora.

1947

Amsicora Hockey

Fondazione della sezione che diventerà la più titolata d'Italia.

1952

Helsinki

Capo delegazione olimpica della Nazionale italiana.

WM

Rivoluzione tattica

Con Cenzo Soro portò il Sistema WM nell'hockey italiano.

"Passione, capacità tattica, precisione nel palleggio e velocità di esecuzione, al servizio di una ferrea disciplina."

Il lascito di Filippo Vado · Hockey sardo dal 1947

Lascito

Il padre dell'hockey prato sardo.

Filippo Vado ha costruito una tradizione che ha portato l'Amsicora ai vertici dello sport nazionale per decenni. Dalla sua esperienza forgiata in tre continenti — Asia, Nord Italia, Sardegna — ha seminato dove nessuno aveva mai seminato, e il raccolto è stato straordinario.

L'Amsicora è oggi la società di hockey su prato più titolata d'Italia al maschile: una catena di successi che parte da quei venti bastoni acquistati dagli inglesi in partenza, nel 1947.

Nel suo quartiere di Genneruxi, Vado allenò un gruppo di ragazzini che diedero vita al primo embrione della sezione hockey della Polisportiva Ferrini: anche da lì nasce l'hockey sardo.