Le origini: Serramanna, 1941
Gianfranco nasce a Serramanna nel 1941 e fin da giovanissimo mostra una grande passione per i cavalli. Vive in campagna, ma già pensa a un trasferimento nella penisola per cercare una vita migliore.
Da Serramanna agli ippodromi di tutto il mondo: padre e figlio saliti nell'olimpo dell'equitazione, leggende dell'ippica mondiale e orgoglio dell'equitazione sarda.
La storia dei Dettori è quella di un padre e di un figlio saliti nell'olimpo dell'equitazione mondiale partendo da umili origini, forti soltanto del proprio talento, del carattere e della determinazione.
Gianfranco parte dalla campagna di Serramanna e arriva a diventare il secondo fantino italiano di ogni tempo; Lanfranco “Frankie”, cresciuto tra le sue scuderie, diventa il fantino più famoso del Regno Unito e uno dei più grandi di sempre.
Due generazioni, un'unica passione per i cavalli e un legame indissolubile con la Sardegna: un esempio per chi si ferma davanti al primo ostacolo.
Gianfranco nasce a Serramanna nel 1941 e fin da giovanissimo mostra una grande passione per i cavalli. Vive in campagna, ma già pensa a un trasferimento nella penisola per cercare una vita migliore.
Alla fine degli anni Sessanta si trasferisce a Roma, dove fa diversi e umili lavori prima di essere assunto come uomo delle pulizie alle Capannelle. Per curiosità e sfida sale su un cavallo ribelle temuto da tutti, dimostra di saperlo guidare e trova nell'ex fantino Roberto Livermore il suo mentore e primo allenatore.
In breve tempo le vittorie non si contano: 3.798 al ritiro, secondo fantino italiano di ogni tempo dopo il mitico Enrico Camici. Tredici volte Campione d'Italia, coglie prestigiosi successi anche in Gran Bretagna, vincendo le Two Thousand Guineas del 1975 e 1976, la Benson & Hedges Gold Cup e l'Eclipse Stakes.
Termina la carriera nel 1992, a 51 anni, e passa il testimone al figlio Frankie, spinto proprio da lui a trasferirsi in Inghilterra. Il 24 ottobre 2009, nel suo paese natale, riceve il premio “Serramannensis Gens” in occasione della presentazione del libro di Fulvio Tocco a lui dedicato, “Gianfranco Dettori. Un uomo a cavallo” (Carlo Delfino editore), in anteprima alla Fiera internazionale del libro di Torino.
Nato a Milano nel 1970, portato da papà Gianfranco nelle scuderie fin da piccolo, a soli 14 anni si trasferisce in Inghilterra nella scuderia di Luca Cumani a Newmarket. Da lì, una carriera leggendaria in quattro atti.
A 14 anni entra nella scuderia di Luca Cumani. Gli inizi non sono facili, ma determinazione e qualità naturali lo portano presto alle prime vittorie e a una crescente popolarità.
Per 18 anni è prima monta della scuderia dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum: vince ovunque, dagli Stati Uniti al Giappone, dagli Emirati a Melbourne, oltre che in Inghilterra e Francia.
A Parigi firma un record ancora imbattuto: 6 Prix de l'Arc de Triomphe (1995, 2001, 2002, 2015, 2017, 2018). Dopo un grave incidente, nel 2015 torna a Longchamp e, a 45 anni, è di nuovo il numero uno.
Ascot è il suo regno: 81 vittorie, con 8 successi nell'Ascot Gold Cup. Ma resta imbattuto il record del 28 settembre 1996, quando vince tutte e sette le corse della giornata. Star anche in TV, nei film e nei locali di Londra.
Gianfranco entra alle Capannelle come uomo delle pulizie e ne esce fantino: 3.798 vittorie in carriera e tredici titoli di Campione d'Italia. Il figlio Lanfranco parte da lì e arriva a diventare il fantino più famoso del Regno Unito.
Il salto giù dalla sella a braccia aperte — il celebre flying dismount — è diventato il gesto con cui il mondo dell'ippica riconosce Frankie: la firma di una famiglia partita dalla campagna di Serramanna.
Dalle piste inglesi degli anni Settanta ai grandi ippodromi internazionali: fotografie di una famiglia entrata nella leggenda dell'ippica.
"Il mio cognome rivela le origini; se non bastasse, mi sono tatuato la bandiera dei Quattro Mori: la Sardegna è la mia terra."
Lanfranco "Frankie" Dettori
La storia di un padre e di un figlio, saliti nell'olimpo dell'equitazione mondiale partendo da umili origini, forti del proprio talento, carattere e determinazione, dovrebbe essere un esempio per tanti ragazzi che si fermano davanti al primo ostacolo.
Nonostante i trionfi in ogni angolo del mondo, i Dettori non hanno mai dimenticato la loro terra: la Sardegna resta il cuore della loro identità e il filo che lega padre e figlio.